Il sole e le allergie

Il sole: amico o nemico della pelle dei nostri bambini? L’esposizione solare, con le opportune modalità, può essere d’aiuto per diversi problemi cutanei, tuttavia esistono anche forme “allergiche” che si presentano proprio in seguito all’esposizione solare. Vediamo in maniera più dettagliata il legame tra il sole e le patologie allergiche dei bambini.

Dermatite atopica 

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della cute molto frequente, specie in età pediatrica, che presenta un andamento remittente recidivante e migliora generalmente con l’esposizione ai raggi ultravioletti. La dermatite atopica è stata associata a deficit di Vitamina D sia in età pediatrica sia adulta; inoltre è stato dimostrato come maggiore è la severità della dermatite atopica e minori sono i livelli di Vitamina D. Diversi sono i benefici dell’esposizione solare (raggi ultravioletti UVA, UVB, UVC) sulla dermatite atopica; infatti il sole oltre ad aumentare la sintesi della vitamina D dalla cute è in grado di ridurre e migliorare significativamente la dermatite. I raggi solari rallentano le reazioni del sistema immunitario e regolarizzano il ricambio delle cellule, oltre ad avere un vero e proprio effetto “disinfettante” grazie ad un’azione battericida. La dermatite atopica è infatti spesso caratterizzata dalla presenza di batteri sulla cute, come ad esempio lo stafilococco aureo: l’esposizione solare garantisce un’azione battericida e la conseguente riduzione dello stato infiammatorio della pelle. Quando agli effetti benefici dei raggi solari si aggiungono quelli del mare, gli effetti sulla dermatite atopica sono potenziati. Grazie a minerali come cloro, bromo, calcio, magnesio e iodio, l’acqua salata esercita un vero e proprio effetto antisettico sulla pelle, aiutando a combattere le infezioni. 

Al mare circa l’80 % delle persone affette da dermatite atopica migliora e per massimizzare l’effetto benefico del sole è necessario prolungare l’esposizione per almeno tre settimane. Inoltre, è opportuno prediligere località dal clima secco. È importante anche fare attenzione al sudore, che tende a peggiorare le condizioni della pelle. Brevi bagni nell’acqua del mare migliorano la cute e la dermatite, ma è indispensabile utilizzare alcune precauzioni.

Rinite allergica e asma bronchiale allergico

Oltre alla dermatite atopica, altre patologie allergiche come la rinite e l’asma allergico migliorano con il sole e soprattutto con il mare. Gli allergeni inalanti come peli di animali domestici, acari della polvere e pollini sono in grado di scatenare un’infiammazione allergica in soggetti predisposti. Se la risposta infiammatoria allergica si localizza a carico delle alte vie respiratorie, si avranno i sintomi tipici della rinite allergica (lacrimazione, starnuti, prurito al naso e agli occhi, naso che cola, congestione delle mucose nasali, difficoltà a respirare) se invece si localizza a carico delle basse vie respiratorie, si svilupperà l’asma bronchiale allergico (tosse, senso di costrizione toracica e difficoltà a respirare). Le alte temperature estive riducono la concentrazione di allergeni perenni come gli acari della polvere o stagionali come alcuni pollini.

Inoltre, la presenza nelle località marine delle nostre coste di un clima “temperato” di tipo mediterraneo rappresenta un innegabile vantaggio per tutti quei pazienti che, affetti da malattie respiratorie croniche, risultino estremamente sensibili agli sbalzi termici responsabili del precipitare di pur già precarie condizioni respiratorie. È quindi ridotto il rischio di episodi di “riacutizzazione”. Inoltre, bisogna ricordare i benefici effetti delle particelle d’acqua che si innalzano dalle onde marine e che veicolano sali di iodio, calcio, cloruro di sodio in grado di esercitare una vera e propria aerosolterapia. 

Un altro aspetto importante è la decisa scarsità di smog e di polveri sottili nelle località marine extra-urbane delle nostre coste, rispetto ai più inquinati climi delle zone urbane industrializzate. 

Allergia al sole

L’allergia al sole o fotoallergia è una reazione del sistema immunitario scatenata dalla luce del sole. Si può manifestare sulle zone esposte ai raggi solari, in particolare mani, collo, braccia e petto con rossore, prurito o dolore, presenza di vescicole o bolle, presenza di pomfi simili a quelli delle punture di zanzara. Solo raramente possono comparire altri sintomi sistemici quali brivido, mal di testa, nausea, sensazione di malessere generale. I sintomi possono svilupparsi pochi minuti dopo l’esposizione, ma in alcuni casi possono passare anche ore. L’aspetto della pelle affetta da allergia al sole può variare a seconda del disturbo alla base del problema. L’eritema solare e le scottature sono le patologie più diffuse legate all’esposizione ai raggi ultravioletti. La fotoallergia può comparire già durante l’infanzia, ma si presenta più frequentemente a partire dai 20 anni in poi e colpisce in particolar modo le donne e le persone con una pelle chiara. È causata da una reazione eccessiva del sistema immunitario ad alcune cellule o sostanze presenti sulla cute e modificate dal sole e dai raggi ultravioletti. L’organismo attacca queste particelle e provoca una reazione cutanea che si manifesta con la comparsa di rossore e, talvolta, di pomfi o vescicole. 

Oltre alla familiarità, altri fattori che possono contribuire alla comparsa di allergie solari sono:

  • l’utilizzo di sostanze chimiche sulla pelle (profumi, creme idratanti, prodotti solari, ecc.)
  • l’’utilizzo di farmaci

Solitamente nelle forme lievi i sintomi scompaiono da soli entro pochi giorni se non si espone nuovamente la pelle al sole. Altri rimedi possono essere: l’applicazione di impacchi freschi, docce o bagni in acqua fresca, l’applicazione di creme doposole lenitive e adatte alle pelli soggette ad allergie solari. In caso di allergia solare scatenata da sostanze applicate sulla pelle o ingerite, si può trovare una soluzione interrompendo l’utilizzo di queste sostanze o comunque proteggendo la pelle dai raggi solari durante il loro utilizzo (soprattutto nel caso si tratti di farmaci il cui utilizzo non possa essere interrotto). Se la manifestazione clinica si presenta in forma molto accentuata, il medico può consigliare l’assunzione di antistaminici o di cortisone.

Molti soggetti con allergia al sole sono esposti all’elevato rischio di carenza da vitamina D, perché questa viene per la maggior parte prodotta dal nostro organismo attraverso l’esposizione al sole. In presenza di carenza o insufficienza è indicato supplementare con dosi opportune di Vitamina D tali a compensare il deficit vitaminico. 

Quali precauzioni adottare per i bambini e per gli adulti durante la vacanza al mare?

1. Dermatite in fase di remissione

Innanzitutto, è necessario che la dermatite atopica sia in fase di remissione dei sintomi, in quanto se la pelle è fortemente infiammata sia i raggi del sole che la sabbia potranno peggiorare la situazione. A ciò si aggiungeranno anche le complicazioni dovute al sudore e alla salsedine.

2. Quali creme e perché?

Proteggere la pelle dai raggi ultravioletti è fondamentale fino dall’infanzia, considerato che le scottature in età pediatrica predispongono al rischio di melanoma da adulti. Sia nei bambini che negli adulti è preferibile optare per l’impiego di creme solari specifiche e prive di profumi, che abbinino filtri chimici e fisici. La protezione solare va applicata almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole e riapplicata sia dopo il bagno che dopo la doccia, e comunque circa ogni due ore. Ricordarsi di applicare la crema solare anche nelle zone coperte dal costume e che il sudore ne riduce gli effetti. Soprattutto per i bambini applicare la protezione solare anche quando i piccoli sono sotto l’ombrellone. I primi giorni, soprattutto se si ha la pelle chiara (e capelli biondi o rossi), usare una crema ad alta protezione (tra i 30 e i 50). Dopo qualche giorno, si può passare a una protezione media (15 e 20). Spalmare la crema sempre almeno 15 minuti prima di esporsi al sole. Non utilizzare residui di vecchie creme solari perché i filtri solari, soprattutto quelli chimici, sono soggetti a degradazione. 

3. Quali indumenti scegliere?

È preferibile soprattutto per i bambini optare per costumi di cotone piuttosto che materiali sintetici, privi di cuciture che potrebbero irritare la cute ipersensibile ed iper-reattiva. È importante proteggere i piccoli con cappelli, occhiali da sole e magliette.

4. Quali orari preferire per l’esposizione al sole?

È importante che l’esposizione al sole si pratichi nelle ore più fresche della giornata: il mattino fino alle 11 e al pomeriggio dopo le 16,17. Nei lattanti (sotto i due anni di età) l’esposizione solare va ulteriormente ridotta. 

5. Come gestire la sabbia?

Una particolare attenzione va riservata alla sabbia. Essa può rappresentare un potente agente irritante per cui è utile mantenere il corpo pulito. Qualora sia presente la sabbia è opportuno sciacquarsi con acqua dolce tiepida (gli sbalzi termici favoriscono il prurito e disturbano la cute atopica).

6. Cosa fare dopo il bagno in mare?

E sempre buona abitudine sciacquarsi dopo il bagno nell’acqua di mare, asciugarsi delicatamente facendo attenzione a non irritare la cute. Nei bambini è molto importante che la cute non stia troppo a contatto con il costume bagnato, pertanto ricordarsi sempre di cambiare il bambino dopo il bagno.

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